I noviziati della Provincia Veneto-Milanese

Nella puntata di oggi scopriamo quali e quante sedi diverse ha cambiato la Provincia Veneto – Milanese per il suo noviziato dalla ricostituzione della Compagnia di Gesù. Scopriremo in questa puntata che, tra le storiche province italiane, la Veneto – Milanese è stata quella che più delle altre ha trasferito spesso il noviziato: più di una dozzina di cambi di sede.
Come abbiamo visto nella precedente puntata, una provincia decide di trasferire il noviziato per diverse ragioni. Spesso il trasloco è legato alle vicende del processo di unificazione nazionale che in varie tappe ha comportato l’esilio dei gesuiti da diverse città e la perdita di immobili. Altri motivi invece riguardano la vicinanza al fronte di guerra, durante la prima guerra mondiale, o a luoghi interessati dai bombardamenti.
Dalla ricostituzione all’Unità d’Italia
Quando la Compagnia viene ricostituita nel 1814, le province hanno riaperto il noviziato nel corso degli anni successivi. Il noviziato della Provincia Veneto – Milanese, ad esempio, fu aperto a Verona dal 1837. Gli aspiranti novizi continuarono a entrare nel noviziato di Verona per i successivi 22 anni, anche se nel 1848, a causa dei moti rivoluzionari, fu spostato in quella che il catalogus definisce “Hospitium vel domuncula probationis in agro Veronensi”, una piccola casa di campagna, forse una cascina.
Gli eventi storico – politici che portarono all’Unificazione indussero i gesuiti a trasferire il noviziato lontano da Verona già nel giugno 1859 con destinazione Feldkirch, in Austria.
Dopo l’Unità d’Italia la Provincia Veneto – Milanese perse inevitabilmente tutti i suoi immobili.
Dall’Unità d’Italia a fine secolo
Nel 1861 i novizi si spostarono a Gorheim in Germania dove aveva sede il noviziato dell’omonima provincia e fecero ritorno a Verona nel 1862. I novizi dunque non hanno “assistito” alla nascita dello Stato italiano. All’interno di uno dei diari di noviziato si conserva una cronaca proprio di questi passaggi a cura dei novizi del tempo, i fratelli Monti e Mutti.
A Verona il noviziato restò per pochi anni. Gli ultimi a poter vivere qui la prima probazione entrarono nel 1865, l’anno successivo il noviziato cambiò sede.
Il fatto che fosse rimasto in funzione ancora qualche anno, dopo il 1861, non è strano. Le autorità del neonato Stato hanno dovuto organizzare il corpus di leggi, gestire l’amministrazione del nuovo territorio unificato e dunque è stato necessario qualche anno perché iniziasse a incamerare i beni.
Accadrà la stessa cosa anche a Roma, qualche anno dopo: il noviziato di S. Andrea al Quirinale rimase nelle mani dei gesuiti per circa un anno dopo la caduta dello Stato Pontificio, un periodo necessario per poter trasferire la comunità, i mobili e gli oggetti.
A partire dal 1867 i novizi della Veneto – Milanese vengono nuovamente destinati all’estero: inizialmente ad Eppan, oggi Appiano Sulla strada del vino non lontano da Bolzano, fino al 1872 poi per circa un anno a Termeno distante pochi chilometri, infine a Château Les Alleaux, in Francia.
La provincia riuscì a riaprire il suo noviziato a Soresina nel 1883 ma già dal 1884 individuò una nuova sede oltre l’Adriatico, in quella che all’epoca era chiamata “Portorè”, oggi Kraljevica nell’attuale Croazia. I gesuiti infatti riaprirono il noviziato all’interno del castello Frangipane. Qui vennero accolti i novizi della provincia fino al 1896 poiché l’anno successivo la casa di prima probazione tornò in Lombardia, nuovamente a Soresina.

La prima metà del Novecento
Anche durante il Novecento la provincia Veneto – Milanese cambierà diverse volte sede al proprio noviziato. Il secolo si apre con il noviziato a Soresina e qui restò fino al 1910 quando fu individuato un nuovo immobile a Cividale del Friuli.
Avendo perso le case possedute fino al 1861, le storiche province italiane poterono contare nei decenni successivi sui benefattori che lasciavano in eredità ai gesuiti immobili in varie città.
Anche a Cividale del Friuli il noviziato non era destinato a rimanere a lungo. Con lo scoppio della prima guerra mondiale e l’ingresso dell’Italia in guerra nel 1915, la comunità si ritrovò vicinissima al fronte. Cividale dista da Caporetto, luogo della drammatica disfatta dell’esercito italiano, meno di trenta chilometri. Dal 1917 al 1918 la casa di noviziato è considerata “dispersa” sui cataloghi. I diari di casa ci dicono che in quel periodo la Provincia spostò i novizi nel noviziato della Torinese, a Gozzano in quel periodo.
Era fondamentale proteggere i novizi che ricordiamo all’epoca potevano varcare la soglia del noviziato a 15 anni. Dal 1919 il noviziato fu ubicato a Gorizia dove potè restare per diversi anni, infatti una nuova sede sarà individuata solo nel 1933.
La Provincia trasferì il noviziato in quello che sarà l’ultimo immobile del noviziato: Villa S. Fermo, a Lonigo. È qui che entrano i gesuiti della provincia a partire dal 1933 e fino al 1966. Alcuni dei gesuiti EUM più anziani e provenienti dal Nord Italia sono entrati in noviziato proprio a Lonigo. Dal 1956 vennero qui inviati anche i novizi della Provincia Romana che intanto aveva chiuso il proprio noviziato l’anno prima.

Dal 1967 alla nascita della provincia d’Italia
Il noviziato a Lonigo fu attivo fino al 1966 e l’anno successivo villa S. Fermo fu venduta. Dal 1967 i gesuiti della Provincia Veneto – Milanese furono destinati al noviziato della Torinese, ad Avigliana.
In quegli anni infatti le storiche province italiane condivisero il noviziato in vista dell’unificazione delle province e della nascita della Provincia d’Italia avvenuta nel 1978.
Questo processo portò ad individuare un’unica sede del noviziato della Provincia d’Italia, a Ciampino dal 1971, poi a Frascati dal 1977 al 1983 e infine a Genova dove ha sede il noviziato della Provincia EUM.
La Provincia Veneto – Milanese è stata la provincia italiana a cambiare più spesso sede al proprio noviziato: sia per le vicende del Risorgimento che riguardarono molti territori del Nord Italia ma anche a causa della vicinanza al fronte durante la prima guerra mondiale.
Maria Macchi











