I noviziati della Provincia Romana

I noviziati delle cinque storiche province italiane non hanno mantenuto la stessa sede dal 1814 in poi. Proprio a causa delle vicissitudini storiche che hanno caratterizzato il territorio italiano, i noviziati hanno cambiato diverse sedi.
Abbiamo quindi deciso di dedicare un ciclo di puntate proprio a questo tema, scoprendo per ciascuna provincia quali siano state le sedi del noviziato dalla ricostituzione della Compagnia di Gesù fino al 1978, anno della nascita della Provincia d’Italia. Per i nostri ricercatori infatti può essere utile avere una lista di riferimento mentre per i nostri lettori sarà interessante scoprire se nella propria città ci sia stato il noviziato dei gesuiti, anche se per pochi anni. Oltre alla documentazione archivistica prodotta da ciascuna casa di prima probazione, la prima fonte da consultare per questa ricerca è il catalogo storico annuale. Iniziamo dalla Provincia Romana.
L’Ottocento
Il noviziato della Provincia Romana aveva sede a S. Andrea al Quirinale, un luogo molto significativo per la Compagnia. Fu infatti il primo noviziato dell’ordine e generazioni di gesuiti sono entrati qui dal Cinquecento fino al 1870, non continuativamente però. Durante gli anni della soppressione infatti non ci sono stati novizi a S. Andrea al Quirinale, tuttavia fu uno dei primi immobili a essere riassegnato alla Compagnia dopo la ricostituzione nel 1814.
Con la caduta dello Stato Pontificio i gesuiti dovettero lasciare San Andrea al Quirinale. Dal diario di casa infatti sappiamo che ebbero diversi mesi per portare via oggetti e mobilio, destinare i novizi all’esterno, a Eppan (oggi Appiano sulla Strada del vino) non lontano da Bolzano, prima di andarsene nel dicembre del 1871.
La Provincia Romana per alcuni anni fu “dispersa”. Così venivano definite le province all’indomani del 1861 per via della perdita di residenze, collegi e la conseguente dispersione dei gesuiti in case di altre province o presso residenze di fedeli. La Provincia Romana ha vissuto il periodo della dispersione nove anni più tardi rispetto alle altre storiche province, proprio perché lo Stato Pontificio è sopravvissuto fino al 20 settembre 1870.
I candidati al noviziato furono inviati per la maggior parte a Villa Melecrinis, a Napoli, dove la Provincia Napoletana aveva intanto riorganizzato il proprio noviziato. È per questo motivo che Lorenzo Rocci, nel 1880, entrò in noviziato nella città partenopea e non a Roma.
La Provincia Romana tornò ad avere un proprio noviziato solo nel 1882 quando la casa di prima probazione aprì a Castel Gandolfo.

La prima metà del Novecento
Nel Novecento si contano diverse sedi per il noviziato della Provincia Romana. Dopo Castel Gandolfo, dove il noviziato rimase fino al 1906, la Provincia lo spostò a Frascati, a Villa Carpegna e a Villa Vecchia tra 1906 e 1929. Nel frattempo iniziò la costruzione del nuovo noviziato della Provincia a Galloro, vicino ad Ariccia.
Nel 1929 la comunità del noviziato fu trasferita nel nuovo immobile appena completato. Dopo dieci anni fu necessario ampliarlo, per ospitare un numero crescente di novizi. La casa di prima probazione fu attiva a lungo, la comunità fu sfollata durante la seconda guerra mondiale, trovando rifugio nella residenza del Gesù di Roma. Dalle finestre della casa di Ariccia i novizi videro i bombardamenti che raccontarono nel loro giornalino. Il noviziato fu attivo fino al 1952, poi la struttura si prestò alla successiva funzione di casa per esercizi spirituali fino al 2016, quando fu chiusa.

Da metà del Novecento ai primi anni Settanta
Ed i novizi della Provincia Romana dal 1952 in poi? A partire dal 1953 il novizio che avesse voluto raggiungere il noviziato non avrebbe più preso un treno per il sud di Roma, direzione Ariccia, ma uno che andava a nord. Infatti la nuova sede fu a Firenze, a Villa S. Ignazio, non lontano da Fiesole. La villa era immersa in un parco molto grande che garantiva tranquillità e silenzio ai novizi. Fu però una soluzione di breve durata, fino al 1955.
A partire dagli anni Sessanta infatti le storiche province italiane iniziarono a valutare la possibilità di unificare i propri noviziato. Il calo degli ingressi, il costo della manutenzione di immobili così grandi come quelli dei noviziati portarono diverse province ad agire in tal senso, anche in previsione di una possibile unificazione delle province di cui si iniziava a discutere ma che si sarebbe concretizzata solo nel 1978.

La Provincia Romana chiuse dunque il proprio noviziato di Firenze e inviò i novizi a Lonigo, presso villa S. Fermo, casa di prima probazione della Provincia Veneto – Milanese dal 1956 fino al 1967. Successivamente anche la Provincia Veneto – Milanese decise di privarsi del suo noviziato, vendette Villa S. Fermo e inviò i propri novizi ad Avigliana nel noviziato della provincia Torinese. Qui vissero il noviziato anche quelli della romana. Il noviziato di Avigliana fu attivo fino al 1971.
La Provincia d’Italia
Non dedichiamo una puntata specifica alla Provincia d’Italia ma un paragrafo e lo inseriamo in questa che è la prima puntata dedicata a questo ciclo.
La Provincia d’Italia è nata nel 1978, tuttavia ormai dai primi anni Settanta l’unificazione dei noviziati era ormai una realtà. La prima sede “unificata” fu quella di Ciampino dal 1971 al 1976, poi spostata a Frascati dal 1977 fino al 1983. Si trattava però di soluzioni temporanee. Finché, nel 1984, la Provincia d’Italia non ha individuato una sede idonea in Villa S. Ignazio a Genova, già casa di esercizi spirituali con una lunga storia alle spalle e che quindi ben si prestava ad accogliere i novizi vista la presenza di numerose stanze. A Villa S. Ignazio hanno vissuto la prima probazione generazioni di gesuiti provenienti non solo da tutta l’Italia ma anche dall’Albania, dalla Croazia, dalla Romania, dall’Ungheria e anche da altre nazioni. Dal 2017 con la nascita della Provincia Euro–Mediterranea è diventato noviziato della nuova provincia.
Maria Macchi











