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Gesuiti
Archivio Storico
Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù

Tipologie di residenze

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Collegi

I collegi della Compagnia di Gesù sono stati esclusivamente maschili fino alla seconda metà del Novecento. A differenza degli attuali istituti scolastici della Compagnia, i collegi dei gesuiti offrivano una formula di tipo residenziali. Gli allievi si dividevano in:

  • Convittori. Studiavano e vivevano nel collegio e avevano un letto in camerate divise per fasce d’età. La loro giornata era scandita da diverse attività che prevedevano anche giochi ricreativi e studio pomeridiano in apposite aule; potevano tornare in famiglia la domenica se i parenti vivevano abbastanza vicino al collegio, altrimenti facevano ritorno a casa per le vacanze invernali e quelle estive. Indossavano uniformi, ma dovevano acquistare una serie di oggetti indispensabili per la vita quotidiana.
  • Semi-convittori. Erano iscritti solo per le lezioni, quindi frequentavano il collegio in orari diurni, talvolta usufruendo degli spazi per lo studio pomeridiano e del pranzo. Anche loro indossavano le uniformi del collegio.
  • Alunni esterni. Erano coloro che frequentavano il collegio solo durante le lezioni. Non sempre sono sovrapponibili ai semi-convittori. In molti casi, come è stato osservato studiando le carte, si tratta degli allievi della scuola tecnica, attiva ad esempio presso l’Istituto Massimiliano Massimo. Non indossavano l’uniforme, ma i propri abiti.

Le tariffe ovviamente variavano, poiché vivere in collegio prevedeva anche il costo di vitto e alloggio, oltre alla retta mensile per la frequenza. I collegi nascevano come collegi dei nobili quindi destinati, almeno inizialmente, all’istruzione dei rampolli delle classi più abbienti. I collegi erano infatti a pagamento.

In alcuni casi scuole e collegi sono state costruite ex novo, ma spesso i gesuiti hanno adattato immobili ricevuti in dono da famiglie di benefattori, come il collegio dei Nobili di Villa Mondragone. In questi i gesuiti provvedevano a costruire a destinare saloni e stanze a laboratori di scienze e soprattutto al teatro, sempre presente nei collegi della Compagnia poiché il teatro è parte integrante della pedagogia ignaziana.

Tra le attività dei collegiali annoveriamo, oltre allo studio quotidiano, anche lo sport, il giornalino scolastico, recite e divertimento.

Le storiche province italiane hanno chiuso i propri collegi o li hanno convertiti in scuole già a inizio Novecento ma il processo si è intensificato tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Questa scelta si deve a diversi fattori: gli alti costi di gestione che gli immobili dei collegi prevedevano, il numero elevato di gesuiti – tra padri e fratelli – necessario per l’organizzazione ci ciascun istituto, il calo delle iscrizioni e la scelta di p. Arrupe di indicare le missioni come priorità apostolica rispetto all’educazione. Gli immobili dei collegi sono stati spesso destinati ad ospitare le scuole apostoliche della Compagnia di Gesù e successivamente sono stati venduti.

Scuole di religione

Sono così definite le scuole che diversi ordini religiosi hanno aperto, solitamente nel periodo compreso tra l’Unità d’Italia ed i Patti Lateranensi per garantire la formazione religiosa e spirituale dei bambini negli anni in cui era assente questa materia dall’offerta formativa.

Sono venute meno quando nelle scuole è stata introdotta l’ora di religione, dal 1929 in poi. Scuole di questo tipo sono esistite a Mantova e Padova nella Provincia Veneto – Milanese.

Erano scuole pomeridiane che avevano come obiettivo quello di integrare gli insegnamenti delle materie tradizionali con la dottrina del catechismo e la religione cattolica. Ai ragazzi venivano anche proposte gite, escursioni, lezioni di musica; venivano organizzati anche spettacoli teatrali e concerti.

Le scuole di religione hanno anche rappresentato dei punti di riferimento per molte famiglie che potevano così lasciare i propri figli in un luogo sicuro nel dopo scuola.

Scuole serali

La formazione professionale è stata garantita dalla Compagnia di Gesù attraverso varie istituzioni come il ricreatorio S. Giuseppe di Firenze che aveva laboratori di falegnameria, o i centri di addestramento professionale costruiti anche dall’ordine in collaborazione con la Pontificia Opera di Assistenza (POA) nelle zone interessate dall’alluvione del Polesine finalizzati a formare fabbri e falegnami.

Una realtà in particolare che rappresenta un caso unico nella storia della Compagnia in Italia. L’Opera Massaruti aveva come finalità principale l’alfabetizzazione e l’assistenza spirituale, prima dei Carabinieri, poi di diverse forze dell’ordine e infine dei civili. Anche se questa istituzione non è più attiva dagli anni Dieci del Duemila, il Centro Astalli ne ha idealmente ereditato il mandato sociale, fornendo lezioni di italiano agli stranieri.

Scuole apostoliche

Le scuole apostoliche sono conosciute anche come seminari minori, poiché la loro frequentazione era propedeutica per l’accesso al Seminario o ai noviziati degli ordini religiosi: accoglievano i bambini ed i ragazzi compresi tra i dieci ed i quattordici anni con una vocazione precoce. Molti gesuiti entrati in noviziato a quindici anni spesso provenivano proprio dalle scuole apostoliche. Qui avevano ascoltato testimonianze sulla vita religiosa e in modo particolare sulla Compagnia di Gesù.

In queste scuole oltre alle materie tradizionali gli allievi imparavano la liturgia e a dire messa.

Le scuole apostoliche spesso rappresentavano per le famiglie più povere la possibilità di garantire ai propri figli l’istruzione per un periodo di tempo più lungo rispetto alla scuola dell’obbligo, che in passato si fermava alle elementari.

Queste scuole sono state chiuse a partire dalla metà del Novecento, l’ultima è stata quella di Roncovero, chiusa dal 1985, poiché non più in linea con i tempi ed il percorso di formazione statale.

Residenze

Il termine “residenza” indica genericamente l’immobile che ospita una comunità. Sono state chiamate Case Professe, come quella di Genova, Palermo, Roma, le principali residenze dei gesuiti in una città, spesso le prime ad essere aperte.

La “comunità” indica invece il nucleo di gesuiti che vive in una residenza, strutturato secondo una gerarchia canonica: superiore, ministro e tutti gli incarichi.

Le residenze dispongono di cucine, cappelle per la preghiera della comunità, una biblioteca e sala per le riviste, oltre alle stanze per i gesuiti. In passato nelle residenze erano presenti anche stanze adibite a falegnameria, legatoria di libri, calzoleria laboratori dove lavoravano i fratelli gesuiti. Un tempo ogni residenza disponeva anche di parchi o giardini, oggi meno frequenti per le residenze cittadine.

Casa di Esercizi Spirituali

La casa di Esercizi Spirituali era una residenza pensata per accogliere non solo la comunità dei gesuiti ma anche gruppi di persone, o singoli, che volessero fare gli esercizi spirituali, come li aveva ideati S. Ignazio di Loyola. Si tratta di uno dei carismi propri della Compagnia di Gesù: gli Esercizi Spirituali.

La casa solitamente è dotata di un grande numero di stanze per garantire l’ospitalità dei partecipanti agli Esercizi Spirituali. Spesso gli esercizi erano destinati a professionisti di vari settori: operai, artigiani, tranvieri assistiti dall’Opera per i Ritiri Operai o dall’Apostolato della Preghiera.

Nelle comunità che vivevano in queste case erano presenti gesuiti formati come guide agli Esercizi Spirituali e spesso, quando necessario, altri confratelli arrivavano per dare esercizi. Erano case di Esercizi Spirituali, tra le altre: villa Walpole a Napoli, la residenza di Galloro ad Ariccia, villa S. Ignazio a Genova, la residenza Cangiani di Napoli, a Roma la residenza della Cecchina e la casa di esercizi del Sacro Cuore, presso la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù.

Noviziato o casa di prima probazione

Le case del noviziato disponevano sempre di un ampio parco; era importante infatti che fossero lontane dal centro abitato o comunque isolato da altre abitazioni, per garantire ai novizi di vivere questo periodo in tranquillità.

Un’ala del noviziato, denominata “appartamento” era destinata ad accogliere i novizi nei primi giorni. Restavano qui solitamente una o due settimane per ambientarsi, conoscere la vita del noviziato e capire se fosse la scelta giusta per loro. Trascorsi i giorni di “appartamento”, se erano ancora convinti della loro scelta, potevano prendere l’abito del novizio ed entrare nel noviziato vero e proprio.

Al termine dei due anni i novizi pronunciano i Primi Voti, alla presenza del Provinciale firmano il documento che poi confluirà nel loro fascicolo personale. Prosegue quindi il percorso di formazione con il ciclo di studi in filosofia, in teologia, il magistero e le tappe successive. Un tempo ogni storica provincia aveva il suo noviziato, tuttavia a partire dagli anni Cinquanta del Novecento sono stati unificati fino ad arrivare al noviziato della Provincia d’Italia che ha avuto sede a Frascati, Ciampino e infine a Genova.

Casa di Terz’Anno o terza probazione

Nella casa di Terz’Anno venivano ospitati i gesuiti, della propria e di altre province, che dovevano vivere l’ultima tappa prima dell’incardinazione ufficiale nell’Ordine. Le storiche province hanno avuto case di Terz’Anno ma, dal Novecento, sempre più spesso hanno preferito inviare i gesuiti in una casa di Terza Probazione in un’altra provincia.

Per diversi decenni, ad esempio, in Italia ha funzionato come casa di Terz’Anno quella di Firenze e generazioni di gesuiti si sono formati sotto la guida di p. Igino Ganzi. Successivamente anche questa casa è stata chiusa. Oggi i gesuiti EUM vivono il Terz’Anno all’estero.

Infermerie

Nella storia delle nostre province le infermerie si trovavano all’interno delle residenze: un’ala era destinata ai gesuiti anziani o non più in grado di svolgere apostolati, così come nei collegi per curare i convittori malati o isolare pazienti infetti, in caso di epidemia. In archivio conserviamo almeno il diario di un’infermeria, quella di Lonigo.

Pagina di un registro del 1500 del noviziato dei gesuiti a Sant'Andrea al Quirinale, in cui sono descritti ingredienti e ricette per la refezione
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Reliquie, oggetti personali, ex-alunni illustri, testimonianze di altre epoche: una selezione di documenti interessanti nel nostro Archivio.

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