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Gesuiti
Archivio Storico
Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù

Tipologie di fonti

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In passato ogni comunità preparava diversi documenti per lasciare una testimonianza dell’operato di padri e fratelli; alcune come le litterae annuae e le historiae domus servivano a tenere informato il Generale ed il Provinciale, altre come il diario di casa restavano nell’archivio storico della residenza.

Le historiae domus e le litterae annuae sono indispensabili per ricostruire la storia di gesuiti e residenze.

Historia domus

L’historia domus era una relazione triennale che riassumeva quanto avvenuto in comunità: apostolati dei gesuiti, decessi, avvenimenti particolari, lavori di ristrutturazione in casa e in chiesa, numero di comunioni, matrimoni, informazioni sulle opere. Una copia era destinata al Padre Generale, una al Provinciale e una restava nell’archivio della comunità. Per questo motivo oggi è possibile trovare una copia in ARSI, l’archivio centrale della Compagnia di Gesù, una nell’Archivio Storico di Provincia e una nell’archivio della comunità. Se la comunità è stata chiusa, nell’Archivio di Provincia ci saranno due copie dell’historia domus di quella residenza.

L’historia domus era scritta a partire dalla littera annua. Questo documento era preparato da un gesuita della comunità, designato dal superiore, lo stesso che si occupava della littera annua. Talvolta il catalogo storico della Provincia indica chi fosse l’incaricato, che però non firma mai il documento. Per tutto l’Ottocento e la prima metà del novecento l’historia domus è stata scritta in latino. Per le comunità romane, più legate alla tradizione della Curia, si trovano historiae domus scritte in latino ancora fino alla fine del Novecento.

Littera annua

La littera annua era una relazione scritta annualmente con la stessa finalità dell’historia domus. Serviva infatti a informare il destinatario di quanto avvenuto in comunità nell’ultimo anno: apostolati, decessi di gesuiti, cerimonie particolari, eventi straordinari, lavori di ristrutturazione. La littera annua era però più lunga e dettagliata dell’historia domus. Spesso nei cataloghi storici è indicato il gesuita, designato dal Provinciale, che nella comunità aveva l’incarico di “Colligat puncta pro littera annua et historia domus” cioè di raccogliere informazioni per scrivere la littera annua e l’historia domus.

Come per le historiae domus, oggi è possibile trovare più copie: una in ARSI, due nell’Archivio Storico di provinica. La littera annua era scritta a partire dal diario di casa. Anche questo documento è scritto in latino. Nel corso del Novecento le comunità hanno iniziato a inviare un unico documento, in forma ibrida: una historia domus annuale.

Diario di casa

Il diario di casa era una cronaca quotidiana di quanto accadeva in comunità. Veniva tenuto da un gesuita designato dal superiore. Il compilatore non lo firmava mai, per questo motivo oggi è molto difficile risalire alla sua identità. Inoltre un unico diario può coprire anche dieci anni di storia e quindi più mani diverse si sono alternate nel corso del tempo.

Il Provinciale, nel corso della sua visita annuale, chiedeva in visione il diario di casa e verificava che fosse ben tenuto, lasciando ammonizioni in caso di lacune e trascuratezza.

Il diario di casa era una fonte che faceva parte dell’archivio della comunità. Arriva in Archivio Storico insieme al fondo della residenza o del collegio quando la residenza è chiusa.

È a partire dal diario di casa che poteva essere stilata la littera annua e da questa l’historia domus, proprio perché il diario di casa forniva una cronaca quotidiana, estremamente dettagliata.

Lo stile del diario dipende però molto dalla mano dell’estensore: qualcuno era particolarmente abbondante di informazioni, qualcuno era più avaro di dettagli.

Nel corso del Novecento le comunità hanno pian piano smesso di scrivere due documenti separati – littera annua e historia domus – finendo per inviarne uno unico, una historia domus annuale. Continuavano a tenere il diario di casa che poi, purtroppo, hanno iniziato ad abbandonare a partire dagli anni Sessanta del Novecento, anche se molte comunità virtuose l’hanno mantenuto ancora fino agli anni Duemila.

Nel corso di questi decenni, studiando le carte d’archivio, si è osservata una fusione tra historia domus e diario di casa. Il diario di casa è scritto a volte in latino a volte in italiano, in quasi tutte le residenze attive nel Novecento lo si trova in lingua italiana, o comunque nella lingua vernacolare.

Diario della chiesa

Il diario della chiesa è molto simile al diario di casa, ma è stato scritto probabilmente dal rettore pro tempore. Racconta gli avvenimenti più importanti: liturgie particolari, funerali o matrimoni e riferisce informazioni in merito all’apostolato svolto in chiesa – catechismo, opere particolari. Talvolta può contenere dettagli sulle ristrutturazioni. Non in tutte le chiese è stato tenuto un diario e in molti casi non è stato conservato.

Catalogo storico

Ogni provincia della Compagnia di Gesù pubblica annualmente, ancora oggi, il proprio catalogo. Si tratta di un elenco di tutte le residenze e le opere attive nella provincia e di tutti i gesuiti che in esse vivono e lavorano. Il catalogo menziona per padri e fratelli apostolati e mansioni. Il catalogo è scritto in latino ed è a stampa, tranne per i primi anni della ricostituzione e alcuni periodi storici in cui sono stati prodotti esemplari manoscritti. I cataloghi prodotti dalla ricostituzione sono consultabili online fino al 1950 sul sito dell’ARSI. Per comprendere le abbreviazioni il nostro Archivio Storico fornisce un glossario.

Status temporalis

Si tratta di un rendiconto economico, una sorta di antico bilancio, che ogni comunità forniva alla Provincia, in cui sono indicate entrate, uscite anche se non dettagliatamente. Veniva inviato ogni tre anni ma, a partire dalla prima metà del Novecento si trovano anche documenti annuali. Lo status temporalis ha poi lasciato posto alle relazioni finanziarie e ai bilanci veri e propri delle comunità a partire dagli anni Settanta/Ottanta del Novecento.

Verbale delle consulte di Provincia

Ogni mese il Provinciale si riunisce insieme ai suoi consultori, gesuiti che lo aiutano nel governo della Provincia, per discutere di varie questioni: lavori da approvare, le tappe della formazione dei confratelli, comunità da avviare o chiudere. Per ogni consulta viene stilato un verbale. Nel fondo archivistico di ogni Provincia si conservano i registri di consulte in cui era riportato il verbale. Sono scritti in latino per tutto l’Ottocento ed i primi decenni del Novecento, poi in italiano o in lingua vernacolare.

Verbale delle consulte di casa

In ogni residenza esiste la consulta di casa: il superiore, il ministro e alcuni gesuiti – nominati dal Provinciale – si riuniscono periodicamente per discutere insieme le questioni inerenti alla vita quotidiana: organizzare la vita di comunità, prendere decisioni su apostolati, lavori, spese. I verbali delle consulte sono in latino per l’Ottocento e, a partire dai primi anni del Novecento, in italiano o in lingua vernacolare.

Consuetudini della comunità

Si tratta della raccolta delle regole e degli avvisi vigenti in comunità, si trova frequentemente per i noviziati, gli scolasticati ed i collegi. Forniscono le indicazioni per la vita pratica della comunità, i menù, gli orari che scandiscono la giornata, istruzioni per i fratelli, il barbiere, il bibliotecario di casa, il sacrestano. Possono essere sia in latino che in italiano o in lingua vernacolare. Spesso si trovano ciclostilate o stampate.

Memoriali della visita canonica

Il Provinciale ogni anno compie una visita canonica a tutte le residenze della provincia, ha un colloquio personale con ogni gesuita, visita le opere. Al termine della visita scrive una relazione al Padre Generale, oggi conservata in ARSI (a volte la copia si trova nell’Archivio Storico della Provincia) e anche un memoriale della visita che invia al Superiore della comunità. In questo documento sottolinea aspetti positivi e negativi esortando la comunità a migliorare in alcuni punti. Il documento si trova nel fondo archivistico della comunità o nei faldoni delle residenze all’interno del fondo della Provincia, in Archivio Storico. Anche in questo caso il documento è scritto in latino per l’Ottocento ed i primi anni del Novecento poi in lingua vernacolare.

Registri delle dichiarazioni dei novizi

Quando un novizio entrava in noviziato doveva compilare un registro, seguendo un formulario, in cui raccontava la propria vita fino a quel momento: il nome e la professione dei genitori, se avesse fratelli o sorelle e se fossero piccoli o sposati o religiosi. Raccontava della propria educazione e formazione, della sua vocazione e del motivo per cui aveva scelto la Compagnia di Gesù, quando è entrato in noviziato. Ogni testimonianza è scritta a mano dal novizio e firmata. Questi registri erano conservati in noviziato, oggi sono presenti in ogni fondo delle cinque storiche province. Si tratta dell’unica fonte che ci permette di conoscere la vita dei gesuiti prima dell’ingresso in noviziato.

Questa pratica oggi non è più in uso nel noviziato della nostra Provincia.

Registri dei voti

Al termine dei due anni di noviziato i novizi pronunciano i Primi Voti, questi venivano annotati in un registro dove era riportato luogo e data. Esiste anche un registro dove sono riportati luogo e data degli Ultimi Voti.

Registri di ammessi e dimessi

I nominativi dei gesuiti sono riportati in registri dei ammessi, in cui era iscritto il novizio nel momento dell’ingresso in noviziato, veniva poi aggiornato con la data dei Voti e quella del decesso. I gesuiti che lasciavano il noviziato erano registrati in un apposito registro dove è riportata la data delle dimissioni.

Registri degli esami

Registri in cui sono riportati giudizi e votazioni per il ciclo di studi in filosofia e teologia. Si trovano nel fondo della Provincia.

Necrologi

Non si tratta di una tipologia documentaria sempre presente nei fondi. Per i gesuiti deceduti da fine Ottocento in poi spesso si trova nel fascicolo personale il necrologio a stampa, pubblicato anche nelle lettere edificanti o nelle riviste della Provincia. Per chi fosse deceduto prima a volte si trovano necrologi manoscritti nei fondi di Provincia ma spesso per i gesuiti deceduti nei primi decenni dalla ricostituzione della Compagnia non abbiamo un necrologio vero e proprio. Per tutti è sempre possibile trovare la menzione della morte nell’historia domus della residenza dove sono venuti a mancare o da cui dipendevano. Talvolta si conservano le lettere con cui i superiori della residenza hanno informato il Provinciale del decesso di padri e fratelli.

Fascicolo personale

Per ogni gesuita esiste un fascicolo personale. Nell’Archivio Storico si trovano i fascicoli di coloro che muoio come gesuiti, nella serie defunti di ogni archivio di Provincia, di coloro che lasciano la Compagnia, nella serie dimessi del fondo di provincia e degli aspiranti al noviziato, nella serie dei candidati non ammessi che si trova nei fondi di Provincia.

All’interno del fascicolo personale si trovano i documenti ufficiali della vita religiosa: certificati di Battesimo e Cresima, diplomi, a volte pagelle scolastiche, il documento autografo dei primi voti e quello degli Ultimi Voti, lettere che ha inviato al Provinciale, fotografie. A volte si trova anche il necrologio.

Il fascicolo non è però una tipologia archivistica sempre esistita negli archivi della Compagnia di Gesù. Infatti nell’Antica Compagnia e anche nei primi decenni della Nuova la documentazione era organizzata per serie documentarie (la serie dei certificati di Battesimo, la serie dei Primi Voti e così via) come dimostrano alcune segnature rinvenute sui documenti. Il fascicolo, nato come tipologia archivistica nel periodo napoleonico e diffusosi negli anni successivi, è stato poi adottato negli archivi della Compagnia nel corso dell’Ottocento. Per creare i fascicoli personali sono state quindi smembrate le serie documentarie esistenti in precedenza.

Carte personali come appunti, bozze, diari spirituali e album di foto talvolta sono stati inseriti nei fascicoli personali, se però la mole del materiale del defunto era ingente è stata collocata in un’apposita serie denominata “scritti personali”. Tuttavia non di tutti i gesuiti defunti possediamo questa documentazione. In passato infatti spesso sono stati conservati solo gli archivi personali di gesuiti considerati illustri, perché già famosi al momento della morte. Questo criterio ha inciso molto sulla conservazione delle carte personali dei gesuiti meno noti e in modo particolare dei fratelli coadiutori.

Per i dimessi invece l’Archivio conserva solo i documenti ufficiali, le carte personali non si trovano in archivio ma vanno ricercate negli archivi di famiglia del dimesso.

Accademie

Si tratta di opuscoli e libretti, per lo più a stampa o ciclostilati, preparati in occasione dei saggi. Nei collegi si tenevano saggi dimostrativi di fine anno o anche in occasione di alcune festività. Gli allievi si esibivano soprattutto nella recitazione di poesie – da cui deriva il nome di accademie – di spettacoli teatrali, canti, sciarade, dimostrazioni legate alle materie studiate.

In queste occasioni, a fine anno, si premiavano gli allievi migliori della scuola. Veniva quindi pubblicato l’elenco degli allievi della scuola ed i nominativi di coloro che avevano conseguito premi in vari campi (per materia, per la disciplina, per la religiosità). Insieme alle accademie menzioniamo anche i regolamenti dei collegi, spesso a stampa. Si tratta di tipologie documentarie tipiche dei convitti.

Ammonizioni

Pur non essendo una vera e propria tipologia documentaria la menzioniamo perché può capitare di imbattersi in questi documenti in Archivio Storico. Quando il Provinciale visitava una comunità poteva lasciare subito delle ammonizioni. Si tratta di indicazioni su aspetti che ha notato durante la visita e per i quali preferisce non rimandare nel memoriale. In queste raccomandazioni si possono trovare inviti al rispetto della regola, a favorire un clima di maggiore fraternità o a volta consigli più pratici sulla pulizia degli ambienti o sulla necessità di avere una migliore organizzazione della vita di comunità.

Lettere edificanti

Le lettere edificanti sono un vero e proprio genere letterario: si tratta di lettere destinate al Provinciale da missionari e gesuiti della Provincia. Ogni Provincia ha pubblicato annualmente la raccolta di lettere scelte, infatti non erano pubblicate integralmente quindi consigliamo ai ricercatori di verificare comunque l’originale. Il nostro Archivio Storico conserva le lettere edificanti delle cinque storiche province italiane: Veneto – Milanese, Torinese, Romana, Napoletana e Sicula.

In Italia il genere delle lettere edificanti è stato abbandonato a partire dagli anni Venti circa, quando le province hanno iniziato a pubblicare proprie riviste come “Notizie” o “Agli amici” e soprattutto con la nascita nel 1915 di un periodico interamente dedicato alle missioni con un titolo omonimo: “Le missioni”, diventata poi “Popoli e missioni” e successivamente “Popoli” e conclusasi nel 2012.

Nelle lettere edificanti si trovano non solo le lettere dei missionari ma anche dei gesuiti che vivono in provincia ed i necrologi di padri e fratelli, deceduti di anno in anno. Terminata la pubblicazione delle lettere edificanti, i necrologi sono stati poi pubblicati nelle riviste delle province.

Tipologie documentarie non tipiche della Compagnia

Registri parrocchiali (Battesimo, Cresima, Matrimonio, Funerale, libri delle anime)

Anche se ogni chiesa aveva questi registri in cui sono stati annotati i principali sacramenti dei fedeli ed il censimento annuale – per quanto concerne i libri delle anime – questo materiale non si trova nel nostro Archivio Storico. Infatti i registri dei sacramenti vengono versati all’Archivio Storico della diocesi in cui ricade ogni chiesa.

Visitae ad limina

Si tratta delle relazioni scritte da ogni vescovo al termine della visita triennale a tutta la sua diocesi (visita ad limina vuol dire visita al territorio) e poi inviate alla Santa Sede. Oggi una copia si trova nell’Archivio Apostolico Vaticano e una nell’archivio storico diocesano locale.

Appunti, lettere e documento di identità di Fernando Bortone, gesuita missionario in Cina nel primo Novecento - Documenti conservati presso l'Archivio Storico della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti a Roma
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Reliquie, oggetti personali, ex-alunni illustri, testimonianze di altre epoche: una selezione di documenti interessanti nel nostro Archivio.

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