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L’apostolato negli orfanotrofi

Foto di gruppo di bambini ospitati nell'orfanotrofio di Scutari in Albania negli anni 1920-1930 - Archivio Storico, Gesuiti - Provincia Euro-Mediterranea

Tra i numerosi apostolati della Compagnia di Gesù c’è anche l’assistenza spirituale agli orfani. Nella Nuova Compagnia non abbiamo molte tracce di questo apostolato, finora in archivio sono state rinvenute testimonianze di tre orfanotrofi, di questi solo due hanno un legame con la Compagnia.

L’accoglienza di neonati e bambini

Esposti, proietti, trovatelli sono molti i nomi con cui sono stati definiti i bambini rimasti orfani o affidati fin da piccoli alle strutture che se ne occupavano, celebre la famosa “Ruota degli esposti” che garantiva di lasciare in anonimato un bambino di cui non ci si poteva prendere cura.

Nel corso del tempo, soprattutto in Occidente, le grandi strutture degli orfanotrofi sono state chiuse e oggi bambini e ragazzi vivono in case famiglia, nell’attesa di adozione o affidamento.

La gestione degli orfanotrofi era spesso affidata agli ordini religiosi femminili, alle confraternite, agli ospedali, successivamente allo Stato quindi nel nostro Archivio Storico non troviamo né registri dei bambini accolti negli istituti, né materiale sulle solo identità. La documentazione, spesso esigua, ci racconta dell’esistenza di questi istituti di cui spesso si è persa memoria e dell’apostolato che qui svolgevano i gesuiti.

Queste carte possono inoltre aiutare i ricercatori che si occupano della storia dell’assistenza all’infanzia abbandonata, fornendo informazioni sull’assistenza religiosa.

Le fonti

In Albania, a Scutari, i gesuiti parteciparono all’organizzazione di un orfanotrofio maschile tra gli anni Venti e Trenta, ci restano alcune lettere, documenti economici e qualche fotografia. Durante il regime comunista i gesuiti persero tutte le proprietà e non abbiamo fonti relative alla storia dell’orfanotrofio dagli anni Quaranta in poi.

Nel caso del brefotrofio di Fermo, di cui troviamo traccia nel fondo della Provincia Romana, non ci sono testimonianze di apostolati: la corrispondenza è relativa alla risoluzione di un censo a favore del Conservatorio egli esposti di S. Maria della Carità. I gesuiti quindi non avevano ministeri all’interno dell’istituto.

Nell’approfondimento di oggi invece avremo modo di scoprire in cosa consistesse all’assistenza spirituale, grazie al terzo orfanotrofio di cui abbiamo documentazione.

L’orfanotrofio di Chieri

È il 22 novembre 1887 e nell’orfanotrofio di Chieri è in corso un consiglio di amministrazione, indetto proprio per discutere dell’impossibilità per p. Cerutti di assistere il Pio Istituto, come riferito dal Rettore della casa di S. Antonio.

P. Cerutti era un gesuita, faceva parte della residenza di Chieri e si occupava dell’assistenza religiosa in orfanotrofio. Era ormai molto anziano, aveva ottant’anni e p. Torti, il Rettore che viene nominato nel documento, aveva proposto di interrompere il suo apostolato, per essere sostituito da altri religiosi.

Dietro insistenza dei responsabili dell’orfanotrofio aveva poi garantito l’impegno del suo confratello per i giorni feriali.

Quali erano i compiti di p. Cerutti?

L’apostolato in orfanotrofio

Oltre al verbale si conserva un documento che elenca gli “oneri del Reverendo Cappellano dell’istituto Orfane Chieri”, tra questi ricordiamo la messa quotidiana e la benedizione del Santissimo Sacramento nelle seguenti festività ed occasioni:

“in tutte le domeniche e feste di precetto,
nelle principali Novene dell’anno,
nei sette mercoledì che precedono la festa di S. Giuseppe,
nelle novene e nel giorno di S. Giuseppe,
nell’Annunciazione di Maria Vergine, festa titolare nella chiesa di riferimento per le ospiti dell’orfanotrofio
nel giorno di S. Luigi,
nella festività del S. Cuore di Gesù,
in quella di S. Gerolamo, protettore dell’istituto,
in quella dell’Assunzione di Maria, nell’Immacolata Concezione,
a Natale.
nel primo giorno dell’anno
nell’ ultimo giorno dell’anno
nel giorno di S. Stefano
nel giorno della Purificazione
tutti i giorni del mese di maggio, dedicato alla Madonna”.

Il gesuita inoltre garantiva l’assistenza alle funzioni solenni nei giorni della Santissima Annunziata, delle Quarantore, del S. Cuore di Gesù e di S. Gerolamo.

Era anche impegnato nella spiegazione del Vangelo e nella catechesi dalla prima domenica di novembre fino alla prima di agosto, facevano eccezione quelle di Avvento e di Quaresima durante le quali le ospiti dell’orfanotrofio assistevano alla predicazione nella parrocchia.

Altri gesuiti possono aver svolto ministeri negli orfanotrofi, una delle prime fonti è il catalogo storico annuale, anche se non riporta tutti gli incarichi di ogni gesuita, ad esempio per p. Cerutti non se ne trova traccia.

Le fotografie che accompagnano l’approfondimento di oggi raffigurano i bambini accolti presso l’orfanotrofio di Scutari, sono state trovante nel fascicolo di p. Giovanni Longoni destinato a Scutari per cinque anni, tra 1928 e 1933 durante i quali aveva lavorato nell’istituto.

È l’unico caso in cui si conservino, nel retro, i nomi dei bambini e questo può consentire ai loro discendenti una ricerca per appurare la presenza del proprio avo in questo istituto.

Maria Macchi