Passa al contenuto principale
Gesuiti
Archivio Storico
Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
News
Archivio Storico Curiosità e notizie Una chiesa per l’Apostolato della Preghiera
Curiosità

Una chiesa per l’Apostolato della Preghiera

Progetto del 1928 di Aurelio Lucci per una chiesa per l'Apostolato della Preghiera - Archivio Storico - Gesuiti, Provincia Euro-Mediterranea

La chiesa che vediamo nella fotografia e di cui si intuisce tutta la magnificenza, in realtà non esiste e non è mai esistita. Raccontiamo oggi la storia di un’idea, anzi di “un bel sogno”, come lo definisce il suo autore. Nel fondo dell’Apostolato della Preghiera c’è un piccolo nucleo di documenti: tre lettere e alcuni disegni, tra cui una pianta di una chiesa di cui si intuiscono le grandi proporzioni.

La storia di un’idea

Non si tratta di un mero esercizio di architettura di un corso di laurea, ma della proposta di un fedele per la costruzione di una grande chiesa, la definisce “il tempio internazionale dell’Apostolato della Preghiera ovvero delle 52 lingue”.

Siamo nel 1928 ed Aurelio Lucci, un tramviere particolarmente devoto al S. Cuore, iscritto all’Apostolato della Preghiera, ha questo grande e ambizioso sogno: la costruzione di una grande chiesa dedicata all’Apostolato della Preghiera e rappresentativa di tutto il Cristianesimo.

Non si limita a sognarla o a tracciarne un disegno, ha già pianificato molti altri aspetti: la chiesa sarebbe sorta a Roma, nella zona della Pineta Sacchetti. 

L’edificio sarebbe stato lungo 252 metri, largo 152; il complesso sarebbe stato diviso in sette parti: la chiesa, un convento, un cinema – teatro, un albergo, una scuola di 52 arti e mestieri, case economiche per i tramvieri. La chiesa sarebbe stata tutta in travertino, a pianta circolare, con ben tre cupole, un colonnato costituito da 52 colombe, per un’altezza totale di 80 metri.

Erano previsti alcuni ambienti specifici, circa 26 assegnati alla rappresentanza di ordini religiosi, perché i rispettivi membri, in pellegrinaggio o di passaggio a Roma, potessero trovarvi una temporanea residenza o un luogo per i propri studi.

Lucci ha anche diverse idee in merito al finanziamento dell’opera e crede che i tramvieri debbano avere l’onore, insieme ai propri figli, di essere i custodi della chiesa.

Le lettere al Papa e al Padre Generale

Sappiamo tutto questo grazie allo stesso Aurelio Lucci che scrive una lettera al Pontefice, presente nel fascicolo e probabilmente mai inviata.

Era stato proprio il Papa, indirettamente, a ispirarlo, il tramviere infatti ricorda all’inizio della sua lettera quanto detto dal pontefice il 3 dicembre 1922 incontrando circa duemila iscritti dell’Adp: “l’Apostolato della Preghiera non ha barriere né di continenti né di razza, con un pensiero, con un atto abbraccia tutto il mondo, tutta l’umanità.

Lucci dà forma alle parole del Papa attraverso il colonnato presente nel progetto; la pianta ed il progetto riportano sia il nome di Lucci, sia quello del progettista, l’ingegnere Alvaro Massicci.

Il veloce scambio di lettere tra il Padre Generale, Ledóchowski, e p. Aloisi Masella, all’epoca direttore dell’Apostolato della Preghiera ci dice che la proposta del tramviere non può trovare accoglimento.

P. Masella scrive al Padre Generale di aver tentato di distogliere il fedele da quell’idea e che “tornerò di nuovo a raccomandare la quiete alla sbrigliata fantasia del buon tramviere”.

La fantasia e la forza di questa idea non sono state tradotte nella realizzazione dell’edificio, ma hanno trovato posto nel nostro archivio e nella nostra rubrica e speriamo che possano essere oggetto di ricerca da parte di ricercatrici e ricercatori.

Maria Macchi