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Preventivo di un fornitore per la casa di Galloro - Archivio Storico - Gesuiti, Provincia Euro-Mediterranea

Il nostro archivio non conserva soltanto fonti sulla vita religiosa dei gesuiti o sul loro apostolato. Ci sono molte carte, frutto della vita quotidiana delle residenze, che potrebbero essere utili per chi studia la storia di aziende e ditte oggi non più esistenti, il lavoro dei laici ma anche la storia della pubblicità.

Cosa c’entra l’archivio di un ordine religioso con le carte delle aziende?

Non tutte le ditte del passato hanno mantenuto il proprio archivio storico. Certo tutte avevano il loro archivio corrente ma le vicissitudini legate alla chiusura di un’impresa non sempre hanno permesso di conservarlo e farlo arrivare fino a noi. Eventi atmosferici e bellici, incendi hanno spesso impedito la conservazione delle carte di molte ditte.

Fatture e preventivi

Ovviamente nel nostro archivio non troveremo la documentazione fondativa delle aziende che invece si trovava nel loro archivio corrente. Abbiamo però i preventivi, le fatture, le brochure ed i campionari che hanno inviato ai loro clienti. Questi ultimi infatti erano le province o le singole residenze ed i collegi delle nostre storiche Province.

Infatti pur avendo a disposizione la grande professionalità dei fratelli gesuiti, la Compagnia non avrebbe potuto far fronte a tutte le necessità legate a ristrutturazioni, sostituzione di arredi vetusti di residenze e collegi solo grazie alla forza lavoro propria.

Ogni Provincia, attraverso il suo economato, ha avuto bisogno di contattare aziende e professionisti per avvalersi di determinati servizi e acquistare il materiale necessario, soprattutto nel corso del Novecento.

Ordini, fatture e dépliant delle ditte si conservano nella documentazione prodotta dagli economati delle province. Oggi in particolare ci avvaliamo delle carte dell’economato della Romana, recentemente riordinate.

Si tratta di una grande mole di materiale, sopravvissuta a scarti già avvenuti in passato. Infatti le fatture, proprio come nella nostra quotidianità, erano considerate documentazione effimera, da tenere per un periodo limitato di tempo. In alcuni fortunati casi però non sono state distrutte.

Studiare la pubblicità

Per chi studia la storia della pubblicità e di come la promozione della merce si sia evoluta, in modo particolare tra Ottocento e Novecento, le fatture sono spesso documentazione preziosa. Infatti in questi documenti troviamo il marchio della ditta, eventuali loghi o informazioni utili sulla tipologia di prodotti e prestazioni fornite. Spesso è proprio nell’intestazione della fattura che le ditte specificavano di essere fornitrici ufficiali della Santa Sede o di case reali, oppure riportavano l’anno di fondazione. Anche i fotografi tra Ottocento e primi del Novecento sfruttavano il retro delle fotografie per farsi pubblicità: c’è chi scrive di disporre di fondali di ogni tipo, chi di avere il parcheggio per le carrozze, chi di fornire stampe fotografiche in tempi ridotti.

Spesso troviamo in allegato alle fatture e ai preventivi anche i dépliant dei prodotti: elementi d’arredo, cucine, elettrodomestici. Questi documenti ci dicono anche come è evoluta la moda negli arredamenti, cosa venisse proposto agli istituti religiosi che dovessero arredare una residenza o una casa per gli esercizi spirituali. Ci raccontano anche quanto siano cambiate, ad esempio, le cucine delle residenze che nel corso del Novecento acquistano strumenti sempre più all’avanguardia e in questo la pubblicità è chiara.

”Adottate il pelapatate elettrico Duplex, economia e meno spreco oltre ad un lavoro più sollecito e meno ingombrante e più” recita uno degli opuscoli di elettrodomestici per la cucina di hotel e grandi case religiose.

Non solo piccole e grandi aziende

Spesso le carte ci restituiscono la dimensione cittadina in cui collegi e residenze erano collocati. Come nel caso della fornitrice di 500 uova alla comunità di Castel Gandolfo o delle lavoratrici – come sarte e ricamatrici – a cui le comunità si rivolgevano. Infatti la presenza di un collegio o una residenza garantiva una concreta possibilità per i laici di trovare lavoro: professori e inservienti nei collegi, domestici nelle residenze più grandi. Le scuole poi si rivolgevano spesso ai fotografi per le foto di fine anno o di saggi e accademie. Le grandi opere della Compagnia garantivano un certo indotto alle maestranze del luogo.

Tra le carte della serie economato troviamo anche documenti che elencano nomi cognomi dei professionisti e fornitori “locali” a cui si rivolgevano i gesuiti: idraulici, librai, oculisti. Ci soffermiamo su un rendiconto di entrate e uscite del 1920 del Collegio dei Nobili di Villa Mondragone dove sono elencate tutte le voci di uscita che corrispondono ad un determinato negoziante o fornitore:

Albrighi, libraio
Angelucci, fornitore di panno
Funari, pizzicagnolo
Jhonson, medaglie
Grifoni, vino
Alessandroni, cancelleria e stampa
Nozzi, stagnaro
Paravia, libraio
Pronti, uova
Società Farmaceutica,
Tamburrano, lavandaio
Signorelli, libraio
Turilli, televia
Parisotti, oculista
Libreria Salesiana
Chiesa, ottico
Parisi, candele
Olandi, caloriferi
Simoncelli Leonilde, calzettaia
Cruciani, librario

Le riviste

Anche le riviste a stampa possono essere un’ottima fonte per chi volesse cercare traccia di aziende e marchi specifici. Infatti molto spesso per poter far fronte ai costi di stampa, la redazione ospitava la pubblicità di alcune ditte e negozi, veri e propri sponsor che pagavano per apparire sulla carta. Questo consentiva alle riviste di collegi e opere di poter far fronte ai costi di stampa, soprattutto per la stampa a colori particolarmente cara.

Possiamo trovare le pubblicità nelle riviste dei collegi ma anche in quelle delle Provincie, perfino “Missioni” utilizzava le pubblicità. Gli introiti così ottenuti potevano anche finanziare le attività dei missionari e le necessità delle missioni.

Le riviste ci permettono di osservare da vicino anche l’evoluzione della pubblicità: da immagini in bianco e nero con scarne informazioni fino a quelle a colori con motti studiati ad arte e informazioni dettagliate sui prodotti, negli anni Sessanta. Si può trovare spesso lo stesso prodotto – dentifrici, lucido da scarpe, saponi – presente nella rivista in anni diversi e con pubblicità completamente differenti che permettono di apprezzare l’evoluzione della presentazione del prodotto.

Pubblicità Olivetti sulla rivista L'Arecco - Archivio Storico - Gesuiti, Provincia Euro-Mediterranea

L’immagine che chiude questa puntata è tratta dalla rivista “L’Arecco” – dell’omonimo collegio – e raffigura i prodotti della ditta “Olivetti”, la pubblicità è del 1960.

Maria Macchi