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La vita dei gesuiti durante la Quaresima

Come cambiava la vita della comunità durante la Quaresima? Diverse variazioni interessavano sia il cibo servito a tavola che le abitudini in casa. Leggiamo insieme alcuni passaggi dai documenti storici.

La fonte

Ancora una volta sono le consuetudini che ci vengono in aiuto per indagare questo particolare aspetto della vita dei gesuiti. Quelle di oggi fanno riferimento all’Antica Compagnia, si tratta infatti dell’unico documento precedente al 1814, conservato nel fondo della Provincia Romana. Ci ha già permesso di raccontare molti aspetti della vita dei gesuiti: il servizio a tavola e le scorte in dispensa, la divisione della giornata, i pellegrinaggi di padri e fratelli. Oggi ci permette di indagare la vita dei gesuiti da Carnevale fino a Pasqua.

Notoriamente la Quaresima è un tempo di preparazione alla Pasqua caratterizzato da rinunce, fioretti, digiuno. Non tutti i gesuiti però erano tenuti al digiuno, chi era malato o non poteva osservarlo per ragioni legate al proprio apostolato riceveva un’apposita licenza ed era esonerato. Le licenze non erano però legate solo al periodo quaresimale ma potevano essere richieste durante tutto l’anno: per fumare, tenere oggetti personali o consumare cibo fuori orario sempre con motivazioni dichiarate.

Carnevale: prima della Quaresima

Nel periodo che precede la Quaresima cade la festività del Carnevale. Sono giorni, oggi come un tempo, in cui si consumano dolci e leccornie legate a questa festività, si fanno insomma degli strappi alla regola, gli ultimi prima della Quaresima.

Anche nelle comunità gesuitiche, ci dicono le consuetudini, i pasti erano più abbondanti soprattutto il martedì ed il giovedì grasso. Venivano serviti due antipasti o porzioni solitamente non previste.

Leggiamo insieme dalla fonte:

Il Giovedì grasso si danno doi buoni antipasti et postpasto doppio. Il Venerdì appresso non si fa astinenza, anchor’che la mattina si dia antipasto. Il Sabato similmente si dà antipasto, in questi doi giorni le ova, et minestre si fanno con butiro [con il burro]. […] Il martedì si danno doi antipasti di cucina, postpasto doppi. La sera oltre l’insalata, et portione, si dà la torta et il postpasto.

Ci sono però anche indicazioni di altro tipo. Si specifica, ad esempio, che durante il Carnevale non si deve permettere ai fratelli di avvicinarsi alla strada del corso. Lì infatti si ritrovavano le persone per scherzi e sfilate. Erano spesso organizzati spettacoli da teatranti e compagnie itineranti, gli ambulanti vendevano i propri prodotti. Un clima giudicato forse troppo rischioso e che avrebbe facilmente indotto in tentazione.

Quaresima

Per quaranta giorni nelle comunità gesuitiche vengono applicate una lunga serie di regole volte a limitare il cibo, organizzare l’apostolato di padri e fratelli e presidiare la chiesa.

Leggiamo ancora dalla fonte quali fossero le restrizioni:

“Si dà la lista al cuoco et al dispensiero per la sorte de cibi che si hanno a dare la Quaresima havendola vista prima il P. Rettore […]

Nel principio di Quaresima si suol parlare con il Medico per quelli che non possono farla, et si fa segnare la licenza [permesso] dal istesso medico per mandarla poi a Nostro Padre acciò anchor esso la segni.

Li fratelli coadiutori si sogliono mandare alla predica un giorno della settimana per uno, doi o tre per volta secondo che sono meno occupati, o tutti l’istesso giorno. Et i novitii et Padri del terzo anno doi volte.

Il post pasto la sera non si dà se non alli fratelli che fanno fatica, cioè alli muratori, falegnami, fornari, quando fatto il pane, ortolani. Alli bucatari [coloro che lavano il bucato] quando fanno la bucata, et alli ortolani secondo che fanno più fatiche. […] Circa li convalescenti. Magneranno nella tavola per loro assegnata tutti quelli che saranno avvisati per ordine dei Padri come fratelli coadiutori, et novitii. Non vi si metta il salume per antipasto ma in cambio di quello i fichi.”

È interessante notare che ai fratelli non è concesso visitare i sepolcri delle altre chiese.

La Pasqua

Durante la Settimana Santa fervono i preparativi per il giorno di Pasqua. Mentre padri e fratelli si alternano in Chiesa, davanti al Sepolcro, nei confessionali e davanti all’altare, in cucina c’è molto da fare. Non mancano, tra gli altri, anche i consigli di economia domestica:

“Li fornari fanno le ciambelle con butiro per la mattina di Pasqua, et del pane quando quello del giovedì et venerdì Santo non bastasse per le feste. […]

La Quaresima et altri giorni di digiuno non si trovando pesce a prezzo ordinario, non si compri ma si facci, con cucuzze, o frittelle, o torta o tonnina in guazzetto posta prima a molle et mutata l’acqua più volte.”

Il rialzo dei prezzi nei periodi di maggior domanda, dunque, non riguarda solo la società odierna ma si verificava anche in passato, come dimostra la questione del costo del pesce. Le consuetudini ci dicono anche che nel mese di gennaio o comunque prima della Quaresima solitamente si compra il pesce per marinarlo e averlo pronto per le lunghe settimane che precedono la Pasqua “se però è a buon mercato”.

Maria Macchi