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Il Catalogo annuale della Provincia

Frontespizio del catalogo della Provincia Napoleana per l'anno 1854 - Archivio Storico - Gesuiti, Provincia Euro-Mediterranea

Ogni anno, ciascuna provincia della Compagnia di Gesù, prepara il proprio catalogo. All’interno troviamo l’elenco di tutte le comunità e le opere della Provincia e tutti i gesuiti che qui vivono e lavorano. Come si preparava il catalogo in passato e quali carte troviamo su questa fonte?

Uso della fonte

Per i gesuiti il catalogo è un vero e proprio prontuario per avere sottomano i contatti dei confratelli, degli uffici della Provincia e di tutte le chiese e parrocchie. Possono cercare il nome di un padre e un fratello e verificare dove viva, possono controllare gli anniversari di vita religiosa per fare gli auguri ai confratelli e trovare l’elenco dei gesuiti deceduti.

Anche noto con il simpatico nome di “bugiardino” in alcune residenze italiane, per via della presenza di errori che inevitabilmente lo caratterizza, è anche una vera e propria fonte per la ricerca storica. Per gli studiosi è spesso infatti il primo punto di riferimento per ricostruire la vita di un gesuita, insieme al Catalogus defunctorum. Grazie al catalogo annuale è possibile seguire un gesuita dal suo ingresso in noviziato fino al decesso o alle dimissioni. L’ARSI, l’archivio centrale della Compagnia di Gesù, ha digitalizzato i cataloghi di tutte le Province dal 1814 al 1950. Decine di utenti li consultano quotidianamente.

La presenza di errori non è un fattore rilevabile solo ai nostri giorni ma gli archivisti nel corso del loro lavoro ne riscontrano diversi anche nei volumi del XIX secolo. Trattandosi di un prodotto umano e soprattutto contenente una grande mole di dati numerici è inevitabile che non sia perfetto, spesso infatti è accompagnato da una pagina di “errata corrige”. Errori e refusi però non inficiano il valore della fonte poiché questa deve essere sempre messa in relazione anche con altre come il Catalogus defunctorum e tutte quelle manoscritte e ufficiali presenti in archivio.

Trovando un errore il ricercatore verifica le carte contenute nel fascicolo personale del gesuita per capire quale sia la data o l’informazione corretta.

Realizzare il catalogo annuale tra Ottocento e Novecento

Finora non abbiamo ancora trovato fonti che ci raccontino di come venisse realizzato il catalogo nell’Ottocento.

Anche se le province erano più piccole di quelle odierne, era sicuramente meno agevole trasmettere le informazioni dalla Curia Provinciale ad ogni comunità, almeno per i primi decenni dell’Ottocento.

Sappiamo per certo che in determinati periodi, ad esempio tra 1848 e 1851 non fu possibile per molte province italiane scrivere il catalogo e farlo stampare.

Per questo ne vennero realizzate copie manoscritte, spesso composte solo dall’indice alfabetico o da una lista dei gesuiti presenti in Provincia con alcune brevi informazioni sul loro apostolato principale. Anche nel Novecento diverse province non hanno potuto stampare il proprio catalogo durante le due guerre mondiali.

Istruzioni per il catalogo

Se non abbiamo ancora trovato informazioni sull’Ottocento, sappiamo come si realizzavano però i Cataloghi almeno dalla fine del XIX secolo e per tutto il Novecento. Si tratta di una procedura non così dissimile da quella seguita ancora oggi.

La fonte della puntata di oggi è stata trovata nella corrispondenza della comunità di Bassano del Grappa.

Nell’ottobre del 1944 il Provinciale della Veneto – Milanese, p. Domenico Bianchini, scrive a tutte le sue comunità proprio in merito alla prossima pubblicazione del nuovo Catalogo annuale. Le tempistiche sono simili a quelle odierne, su cui si soffermiamo nell’ultimo paragrafo. Leggiamo insieme le istruzioni di p. Bianchini:

Avvicinandosi il tempo, in cui deve pubblicarsi il nuovo Catalogo della Provincia, prego Vostra Reverenza di volermi mandare entro il 30 ottobre il parziale di codesta casa. Intorno a ciò mi permetto di raccomandarle vivamente quanto segue:

Sia scritto con chiarezza ed esattezza, possibilmente dattilografato.

Si segua l’ordine del cognome di famiglia (fatta eccezione del Superiore e del Ministro).

Si conservino le abbreviazioni e la punteggiatura già in uso.

I fogli non siano scritti che da una parte sola, con largo margine e con largo spazio tra riga e riga.

Si avverta il p. Socio degli sbagli e omissioni che si fossero verificati nel catalogo precedente e specialmente dell’Index alphabeticus.

Nel catalogo infatti, in corrispondenza di ogni residenza, sono elencati i gesuiti che lì vivono e lavorano in ordine alfabetico. Fanno eccezione solo il Superiore ed il p. Ministro che vengono posti all’inizio dell’elenco, per gerarchia. Il catalogo è stato sempre scritto in latino, per tutte le province, solo recentemente è stato abbandonato preferendo l’inglese. La nostra provincia ha adottato questo cambiamento dal 2018. Apostolati e incarichi erano spesso abbreviati, per questo il nostro archivio ha recentemente messo a disposizione un glossario.

La preparazione del catalogo ai nostri tempi

Oggi la preparazione del catalogo segue in parte le modalità descritte nella lettera di Bianchini. Coinvolge diverse persone, dal p. Socio alla segretaria del Provinciale che ricevute le destinazioni per il nuovo anno, già tra luglio e settembre lavorano alle pagine del nuovo catalogo, fino ai superiori. Questi ultimi, solitamente tra i primi di settembre e metà del mese ricevono il file della propria comunità, con la richiesta di inserire modifiche e segnalare errori.

Anche se la pagina contiene già i nomi dei nuovi membri della comunità, il Superiore può affidare loro ulteriori incarichi da svolgere in casa (l’estensore dell’historia domus, il prefetto della salute sono scelti da lui) che devono essere quindi inseriti. Inoltre le opere collegate alla comunità – scuole, parrocchie, oratori – comunicano i propri dati al superiore: il numero degli iscritti, nome di collaboratori e contatti.

Il file così arricchito e modificato viene rimandato alla Curia Provinciale che mette insieme tutti i vari testi oltre alle altre parti del catalogo: l’elenco dei giubilei di vita religiosa, gli uffici della Curia, il prospetto sui gesuiti in formazione, i numeri della Provincia e la lista alfabetica.

Il file viene mandato al grafico e poi in stampa a fine anno per essere poi distribuito ai gesuiti in pdf ed in versione cartacea nelle settimane successive.

La puntata di oggi la dedichiamo al Padre Socio attuale, p. Paul Pace, e ai suoi predecessori, e alla segretaria del Provincia, la dott.ssa Giovanna Sedda, per ringraziarli di questo duro, lungo e certosino lavoro che oggi è funzionale ai gesuiti ma che in futuro sarà la base di centinaia di ricerche di studiosi e archivisti.

Maria Macchi