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La giornata di un gesuita

Particolare di un registro di consuetudini del noviziato di Sant'Andrea al Quirinale - Archivio Storico - Gesuiti, Provincia Euro-Mediterranea

Com’era scandita in passato la giornata di un gesuita? E com’è cambiata la sua quotidianità nel corso dei secoli? Entriamo oggi idealmente in una residenza della Compagnia di Gesù per seguire la vita di un religioso dell’Ordine da quando si sveglia fino a quando va a dormire.

Le fonti

Sono numerose le fonti che ci permettono di ricostruire la giornata di padri e fratelli: i diari di casa, i memoriali delle visite, i cataloghi. Quella che ci accompagna nel viaggio di oggi è un registro di consuetudini del noviziato di S. Andrea al Quirinale. Particolarmente preziosa perché si tratta di una delle pochissime fonti risalenti all’Antica Compagnia conservate nel nostro Archivio Storico. Per la stessa comunità abbiamo sia il volume risalente all’Antica Compagnia che quello compilato nell’Ottocento. Possiamo dunque mettere a confronto orari e mansioni.

Le consuetudini

Cosa sono le consuetudini? Si tratta della raccolta di regole vigenti in quelle determinate comunità e relative a diversi aspetti della vita comunitaria: i pasti, la loro preparazione ed il servizio in refettorio, la pulizia di camere e cappelle. Questa fonte si trova spesso per noviziati, scolasticati e collegi delle diverse province. Al suo interno si possono inoltre trovare l’elenco delle incombenze legate ad incarichi specifici come quello di bibliotecario, barbiere, portinaio e infermiere della comunità. Questo registro ci ha già permesso di raccontare diversi aspetti della vita dei gesuiti, dimostrando che la stessa fonte può essere utile per ricercatori impegnati in campi di studio completamente differenti. Le consuetudini di S. Andrea infatti ci hanno fornito informazioni sul lessico del cibo servito in comunità, sulle punizioni corporali previste per i novizi indisciplinati e sugli itinerari dei pellegrinaggi dei gesuiti. Anche oggi viene in nostro aiuto per raccontarci la quotidianità dei gesuiti, ora per ora. All’inizio del registro infatti si trovano diverse pagine dedicate ai mesi dell’anno. Su ciascuna sono riportati gli orari della giornata e le attività previste per quelle ore.

Ventiquattro ore di un gesuita

Poiché l’orario delle diverse attività, prima della diffusione della luce elettrica, dipendeva dalla luce naturale disponibile, era indispensabile fissare gli orari della sveglia e del sonno in base a quelli di alba e tramonto che mese dopo mese cambiano. Per questo motivo nel registro gli orari della sveglia, delle varie attività quotidiane e del riposo cambiano adattandosi alla luce solare. Dovevano inoltre essere ben organizzate considerando il dispendio di candele necessarie per illuminare gli ambienti dopo il tramonto. Infatti i gesuiti portavano avanti il loro apostolato anche dopo il tramonto. Mettiamo a confronto una giornata del mese di gennaio con una del mese di giugno per osservare questi cambiamenti. Prima di immergerci nella quotidianità di un gesuita, dobbiamo ricordarci che gli orari un tempo non erano calcolati a partire dalla mezzanotte, ma secondo altri criteri: talvolta dall’alba, talvolta nel mondo religioso a partire dalle lodi o dai vespri. Gli orari riportati nelle consuetudini sono calcolati a partire dal tramonto.

Gennaio – Antica Compagnia

A gennaio ci si svegliava a “12 hore”, considerando che il sole in questo mese tramonta tra le 16.50 e le 17.10, i gesuiti si svegliavano intorno alle 5 del mattino. Riportiamo la tabella degli orari indicati dalle consuetudini, mentre tra parentesi quadra è indicato il corrispettivo dell’ora moderna.

Levata 12 hore [5]
Oratione12 hore e mezzo[5:30]
Fine oratione13 e mezzo[6:30]
Esame17 e tre quarti[10:45]
Entrar in tavola18 hore
[11, si intende il primo pasto della giornata. La fonte specifica che nei giorni di digiuno il pranzo viene servito al posto della colazione, visto che le giornate sono di breve durata]
Fine della ricreatione19 e tre quarti[11:45]
La sera
Esortatione2 hore[18]
Entrar in tavola2 e mezza[18:30]
Fine della ricreazione4 e 1 quarto[20:15]
Esame4 e mezzo[20:30]
A letto5 hore[21:40]

Questi momenti scandivano la giornata dei gesuiti, tra l’uno e l’altro ciascuno si dedicava al proprio apostolato. Nelle comunità della Compagnia di Gesù ciascuno aveva un ruolo e diversi compiti, incarichi assegnati dal Provinciale ma anche altri apostolati affidati direttamente dal Superiore della comunità. Per conoscerli meglio è possibile consultare il glossario che il nostro archivio ha messo a disposizione dei ricercatori. Era indispensabile conoscere le consuetudini e gli orari del mese per adattare anche le proprie incombenze secondo gli orari della comunità, soprattutto per chi aveva il compito di svegliare i confratelli, per il cuoco ed i fratelli addetti a predisporre la colazione o per chi doveva dire la prima messa del mattino.

Giugno – Antica Compagnia

Cambiano sensibilmente gli orari se ci spostiamo a giugno, le consuetudini specificano infatti che gli dall’8 maggio all’8 agosto sono in vigore nuovi orari rispetto ai mesi invernali.

I gesuiti si alzavano alle 8 hore, quindi intorno alle quattro e trenta di mattina, seguono poi tutte le altre incombenze. L’ora del riposo è fissata un’ora dopo il tramonto quindi alle 21 circa.

Nuova Compagnia

Comparando i due registri scopriamo che la quotidianità di padri e fratelli tra Antica e Nuova Compagnia non fosse così diversa. I cambiamenti più rilevanti infatti sarebbero arrivati solo nel corso del Novecento. Nel registro della Nuova Compagnia gli orari sono identici, sono però inseriti ulteriori incombenze, inoltre sono riportati sia gli orari “astronomici” cioè quelli odierni, sia quelli in ore romane, secondo il tramonto del sole. Vediamo la giornata tipo del mese di gennaio.

Levata12[5]
Oratione12 e mezza[5:30]
Riflessione13 e mezza[6:30]
Letti13 e tre quarti[6:45]
Messa14[7]
Colazione14 e mezza[7:30]
Refettorio14 e tre quarti[7:45]
Straordinario15 e un quarto[8:15]
Lavori manuali15 e tre quarti[8:45]
Esortazione16 e tre quarti[9:45]
S’impara a mente17 e tre quarti[10:45]
Esame18 e un quarto[11:15]
Pranzo18 e mezza[11:30]
Ricreazione19[12]
In quiete al tavolino20[13]
Corona [Rosario]20 e tre quarti[13:45]
Lavori manuali21[14]
Dottrina21 e mezza[14:30]
Stazioni22 e mezza[15:30]
Passeggio22 e tre quarti[15:45]
Letti23 e tre quarti[16:45]
Ordinario24[17]
Si scrive1[18]
Tempo Libero1 e mezza[18:30]
Punti1 e tre quarti[18:45]
Oratione2[19]
Litanie2 e mezza[19:30]
Cena2 e tre quarti[19:45]
Ricreazione3 e un quarto[20:15]
Punti4 e un quarto[21:15]
Esame4 e mezza[21:30]
Riposo5[22]

Come potete vedere ci sono più incombenze durate la giornata, soprattutto per novizi o degli scolastici come il tempo dedicato a imparare a memoria, una delle metodologie seguite per le lezioni. Probabilmente gli orari del noviziato dell’Ottocento, presentano più scadenze rispetto ai secoli precedenti ma questo non vuol dire che non fossero previste ma che le consuetudini le considerassero implicite nella scansione della giornata.

La vita dei gesuiti oggi

Molti ruoli, svolti in passato dai membri della comunità, oggi sono venuti meno grazie alla tecnologia. Non c’è più, ad esempio, un gesuita incaricato di svegliare padri e fratelli al mattino, ci pensano le sveglie.

La mattina, a turno, un gesuita della comunità è incaricato della messa e molti dei suoi confratelli si alternano durante il giorno e la settimana nelle confessioni in chiesa per i fedeli.

Il cambiamento più grande probabilmente è legato proprio al momento dei pasti. Non c’è più l’usanza di mangiare in silenzio, ascoltando il gesuita incaricato della lettura, né si mangia secondo l’uso monastico su un solo lato di una lunga tavola. Oggi i gesuiti mangiano in tavoli più piccoli che favoriscono la conversazione per gruppi e a tavola si parla, ricordiamo infatti che una comunità religiosa è una famiglia. L’orario della colazione e della cena non è più fisso, poiché l’apostolato di padri e fratelli è diverso e può portarli a uscire presto: c’è chi insegna a scuola, chi deve aprire la chiesa, chi ha il turno delle confessioni, chi confessa in carcere o in qualche ospedale, chi parte per dare esercizi. L’orario del pranzo invece è solitamente fisso e consente alla comunità di trovarsi almeno una volta al giorno a tavola per mangiare insieme. Prima del pranzo padri e fratelli si ritrovano in cappella per pregare insieme. Anche a cena si mangia insieme ma spesso con orari differenti, sempre legati agli impegni dei vari gesuiti.

Molti dei cambiamenti nella vita comunitaria, non solo dei gesuiti ma anche degli altri ordini religiosi, risalgono alle riforme del Concilio Vaticano II che ha attualizzato anche il modo di vivere dei religiosi, spesso attenuando tradizioni ormai superate. Le punizioni corporali, ad esempio, sono venute meno dagli anni Sessanta, così come l’uso del cilicio.

Sicuramente oggi non è possibile indicare una giornata standard per il gesuita poiché gli orari dipendono molto dai ruoli e dagli incarichi. Ci sono padri e fratelli impegnati in ruoli apicali in Provincia che spesso viaggiano per le consulte o le commissioni, altri che hanno incarichi sia in Italia che a Malta e quindi vivono alcuni giorni in una comunità e altri in un’altra. Restano però alcuni punti in comune con il passato: la sveglia presto, la preghiera, il pasto in comune a pranzo.

Maria Macchi